Presentazione del formaggio FIOR D'ARANCIO al Palazzo Rospigliosi

Un suggestivo angolo del Veneto, un territorio che vanta ben 35 milioni di anni di storia e un terreno vulcanico in grado di conferire ai prodotti della sua terra sapori e profumi dalle caratteristiche uniche. Un Veneto diverso e alternativo rispetto alle solite rotte enogastronomiche quello dei Colli Euganei ma in grado di offrire scoperte sorprendenti come la DOCG il Fior d’Arancio in grado di regalare uno spumante dolce di grande finezza, una versione secca sorprendente per intensità e un passito assolutamente da provare. Senza dimenticare che questo territorio ha dato i natali ai primi bordolesi italiani, mettendo a dimora già nel 1870 vigneti di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, e che qui si sta assistendo al crescente successo del Carmenere, un raro vitigno che è possibile trovare soltanto in questo territorio e in Cile.


Questo angolo d’Italia l’ho scoperto grazie al Consorzio di Tutela della DOC Colli Euganei durante la piacevole serata “”, tenutasi a Palazzo Rospigliosi , in uno dei più eleganti palazzi romani, e dove questo territorio mi ha sorpreso e affascinato con le sue proposte enogastronomiche e termali durante un’anteprima dell’edizione 2016 di Volcanic Wines, il fortunato format che riunisce 11 Consorzi e 100 Cantine da tutto il Paese e che avrà luogo proprio nei Colli Euganei nel prossimo mese di maggio, un appuntamento imperdibile per i tanti winelover innamorati dei vini figli dei vulcani.


Devo ammettere che non conoscevo l’altissima qualità della proposta enoica di questa terra che gioca le sue carte sull’estrema mineralità dei propri vini o le tante sfaccettature gastronomiche della zona dei Colli Euganei che vede prodotti di altissima qualità come i formaggi dell’azienda Moro che ha recuperato vecchie tecniche di stagionatura e affinamento una volta usate da contadini e pastori per conservarli, invecchiarli e insaporirli (assaggiare il loro erborinato vaccino affinato con vino passito dei Colli Euganei Fior d’Arancio DOCG e ricoperto di scorze d’arancia zuccherate può far capire quanto un formaggio possa avere personalità), o i salumi del Consorzio di Tutela del Prosciutto Veneto Berico Euganeo DOP, produttori di un prosciutto dalla dolcezza sublime lavorato secondo antiche usanze e tradizioni, o l’olio extravergine della DOP Veneto Euganei e Berici estratto a freddo. Infine i dolci della Pasticceria Giotto, l’unica inserita all’interno di un carcere (quello di Due Palazzi di Padova) dove i detenuti sfornano panettoni, colombe pasquali e altre delizie ( il loro panettone è quasi ineguagliabile per leggerezza e totale assenza di acidità).


In questa occasione non sono mancati i piatti e le ricette proposti dall’associazione Tavole Tauriliane di Torreglia, un dream team di cuochi che interpreta con talento la tradizione culinaria della zona, che ha preparato durante un seguito show coking un tris di stoccafisso (polpetta fritta su polenta, piccante su patate al nero di seppia e mantecato all’olio su patate viola) accompagnato da un sorprendente Jelmo della Tenuta Gambalonga. A seguire hanno servito nella sala delle degustazioni un interessante e corposo risotto ai 21 ingredienti, un piatto storico, borghese o della festa che vede al suo interno ben sei animali da cortile (tra cui il maiale), spezie, odori e verdure a seconda delle stagioni (in autunno i funghi e in primavera i piselli).


Ovviamente sono stati i vini i grandi protagonisti della serata, presenti a Palazzo Rospigliosi con circa 50 etichette ad anticipare il Volcanic Wines e a presentare un territorio di 65 chilometri che si sviluppa in un centinaio di alture la cui altezza massima è di 604 m. s.l.m. e dove possono fregiarsi della DOC eccellenze come il Serprino, il Moscato e il Colli Euganei Rosso coltivati in un abito di circa 700 ettari. Dei Colli Euganei, dove sin dall’epoca romana si rinvengono testimonianze della presenza della vite su alture che i locali chiamano “monti”, ho apprezzato maggiormente tre aziende vitivinicole: la Tenuta Gambalonga con il suo Jelmo, un Tre bicchieri sulla guida dell’Espresso Vini d’Italia 2014, e uno spumante Fior d’Arancio DOCG dolce che fa ben trasparire il suo inconfondibile profumo; l’azienda Quota 101 “amica della biodiversità” con il suo Malterreno e la Ca’ del Colle con un ottimo spumante anche lui Fior d’Arancio DOCG .